Per favore non chiamatelo ultrà!

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Il nostro pensiero rossoblù di oggi esula un pò dall’argomento Samb e affini, perchè su quanto successo nella vicina Fermo qualche giorno fa ci sembrava il minimo spendere due parole. Il fatto in sè è gravissimo, un ragazzo nigeriano accolto in Italia perchè scappato dalle persecuzioni di Boko Haram nel suo paese, è stato ucciso, massacrato di botte, mentre passeggiava con sua moglie.

E’ inevitabile lo sdegno e il baillamme mediatico sulla vicenda, ma quello che non riusciamo a capire perchè su tutti e diciamo TUTTI i mezzi di informazione, dal web alla tv, passando per la carta stampata, l’aggressore sia stato etichettato come “noto ultrà della squadra di calcio locale“, come se questo dettaglio aggiungesse qualcosa alla tragica notizia. La cosa peggiore è che questa definizione sembra quasi legittimare l’aggressione, come se tutti i presunti “ultrà” siano inclini alla violenza o con personalità pericolose.

A questi signori giornalisti o presunti tali bisognerebbe anche dire che gli “ultrà” di tante curve italiane, in primis quella della Samb, hanno negli anni dimostrato di esserci sempre quando è necessario aiutare chi è in difficoltà. Uno degli ultimi esempi che mi viene in mente è quanto accaduto a Genova durante l’alluvione dello scorso autunno, quando i tifosi delle due squadre cittadine sono scesi per le strade tra fango ed acqua per dare una mano a chi aveva perso tutto. E’ ovvio che nelle curve degli stadi italiani e non si nascondono personaggi pessimi, come dimostrano anche i recenti Europei di Francia, ma è altrettanto vero che ci sarebbero altre decine di altri esempi da fare per dimostrare chi sono davvero gli ultrà, perciò a chi scrive vogliamo solo dire di evitare di marchiare una presunta categoria, e di chiamare invece le persone con il loro nome.  Chi uccide un uomo in questo modo è un delinquente, criminale, pazzo, quello che volete voi, ma  per favore…non chiamatelo ultrà!

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