Samb, dove eravamo rimasti…

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Ci sono voluti ben 2645 giorni per rivedere la Samb in Lega Pro, ma alla fine ci siamo. Oggi allo stadio Helvia Recina di Macerata i rossoblù saranno nuovamente nell’ambito sportivo che gli compete, per storia, tradizione e soprattutto tifoseria, la terza divisione del calcio italiano.

Nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, da quel goal di Carrara viziato da un fallo di mano, con mister Palladini in campo nell’ultimo match drammatico di una squadra guidata da un signor allenatore come Rumignani ed una società allo sbando.

La Samb è fallita, ripartita, fallita di nuovo, ed ancora una volta si è rimessa in piedi grazie a due uomini come Gianni Moneti prima e Franco Fedeli poi, che hanno consentito alla città di avere una società di calcio degna di tal nome. La città spesso si è dimostrata impreparata o peggio disinteressata alle sorti della squadra cittadina, complice un sindaco che, diciamolo, spesso non ha fatto il massimo (e vogliamo essere buoni…)

Milone, Colonna, Damaschi, Deodati, tanti nomi accostati ai rossoblù sempre in mezzo a trattative societarie con al centro fantomatiche cordate che arrivavano puntualmente da ogni parte d’Italia. Ora basta, ora è tutto finito. Nel cuore del nostro discorso calcistico ci torna il campo e quelle maglie rossoblù, le stesse di Chimenti, Beni, Simonato, Cagni, Borgonovo, Faccini, Solfrini, Macaluso e tanti altri.

Oggi quindi si riparte, proprio da lì, come diceva il grande Enzo Tortora da “dove eravamo rimasti” 7 anni fa. Un campo di Lega Pro, con le maglie della Samb finalmente in campo ed i tifosi rossoblù sugli spalti!

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