ESCLUSIVA: Sergi “Calcio ingrato, e quella volta con lo Standard Liegi…”

1788

Michele Sergi, classe 1976 nato a Galatina in provincia di Lecce, 23 reti in due stagioni e mezza tra il 2000 e il Gennaio 2003, è stato senza dubbio uno degli attaccanti più amati della storia recente della Samb, per la sua grinta ed il suo carisma che hanno aiutato i nostri colori a vincere ben due campionati consecutivi, portando la formazione di Gaucci dalla D alla C1. Abbiamo colto nelle sue parole, credeteci, davvero tanto tanto affetto per la nostra piazza e la nostra città, e anche una forte amarezza nei confronti del calcio che sembrerebbe averlo completamente dimenticato.

Michele sei ancora nel mondo del calcio?

“Attualmente no, ho ottento il patentino da allenatore classificandomi al primo posto del corso, ma purtroppo al momento non sono riuscito ad ottenere un’opportunità per dimostrare le mie capacità in questo ruolo. Oggi ho un’azienda che si occupa di giardinaggio qui nella zona dove risiedo, in provincia di Lecce.”

Quando hai smesso di giocare? E’ stata una decisione difficile?

“Ho concluso la carriera ormai 3 anni e mezzo fa per un grave problema fisico alla cartilagine di un ginocchio. Avrei dovuto sottopormi ad un intervento chirurgico per continuare a giocare e quindi a quel punto per evitare problemi di salute ho preferito concludere la mia esperienza come calciatore.”

In tanti ricordano e custodiscono una foto dove sei inginocchiato sotto la curva rossoblù in trasferta a Fermo, che abbiamo pubblicato anche noi sul profilo Facebook della nostra pagina, che ricordi hai di quel momento?

“Quella foto racchiude praticamente tutte le emozioni della mia carriera da calciatore, c’è un pò tutto, sacrifici, impegno e sudore,  la gioia di essere in una piazza come San Benedetto; devo dire che segnare sotto quella curva fu qualcosa di unico. Ancora oggi mi interesso dei risultati della Samb, la seguo sempre con piacere”

Hai più sentito qualche tuo compagno di squadra di quegli anni magici?

“No, gli unici con i quali sono rimasto in contatto per un pò  di tempo sono stati Gaetano Pirone e Fabio Filippi, ma al momento ho perso i contatti anche con loro.”

Come mai, eppure sembravate un bel pò gruppo…

“Si, ma vedi appena ho smesso di giocare ho capito che la riconoscenza e la meritocrazia nel calcio non esistono. Se non conosci qualcuno di influente non ti fanno allenare e appena ti ritiri tutti quelli che fino al giorno prima ti erano vicini spariscono in un attimo, sembra che chiunque si sia dimenticato di me. L’esempio più lampante di quanto ti sto dicendo è il mio procuratore, è stato con me per 20 anni della mia carriera, io gli ho dato modo di conoscere altri giocatori arrivati poi in Serie B, e lui per ringraziarmi appena ho chiuso col calcio giocato è letteralmente scomparso, non l’ho mai più sentito.”

Hai qualche rimpianto per la tua carriera?

“No, ma con un pizzico di fortuna in più sarei potuto arrivare più lontano. Mi ricordo ancora come nel Luglio del 2000 quando il Perugia era in Intertoto e non aveva attaccanti in ritiro, Cosmi mi disse che avrei dovuto giocare contro i belgi dello Standard Liegi. (in quella partita scesero in campo altri due ex Samb, il portoghese Hilario e l’argentino  Juan Martin Turchi). Le cose cambiarono però praticamente un paio di giorni prima della partita quando Gaucci acquistò  Riccardo Zampagna, e io mi infortunai senza avere nemmeno la possibilità di provare a giocarmi le mie carte.”

In Nazionale l’attaccante di riferimento è Graziano Pellè, salentino come te, cosa pensi di lui e della squadra azzurra agli Europei?

“Mi rivedo un pò in lui, le sue caratteristiche sono sostanzialmente simili alle mie, è un attaccante che fa salire la squadra e gioca di sponda un pò come facevo io. Ovviamente lui è più bravo di me, ma devo dire che un pò mi ci rivedo. Tra l’altro ho avuto modo di conoscerlo l’anno scorso in un ristorante della nostra zona, visto che siamo nati e abitiamo a pochi kilometri di distanza. Sul mio profilo Facebook c’è anche una foto con lui. Comunque sono convinto che conoscendo come lavora Antonio Conte (leccese anche lui), la nostra squadra farà strada.”

Sei mai piu tornato a San Benedetto?

“Solo una volta, due anni dopo il mio addio ci venni in vacanza qualche giorno con la mia famiglia, ospitato da alcune persone con il quale ero rimasto legato nella vostra fantastica città che mi trattarono benissimo. Non ho dimenticato mai nessuno di quel periodo, e ci tengo a dire che sono molto contento che la Samb ha finalmente una società all’altezza, sana e seria che possa portarla almeno in Serie B, categoria che i tifosi meritano senza alcun dubbio.”

Cosa vedi nel tuo futuro?

“Vorrei lavorare ancora nel mondo del calcio, come allenatore o con qualsiasi altro ruolo. Per come vanno le cose sarà difficile, ma la mia speranza di tornare nel mondo del calcio c’è sempre”

Ci congediamo da Michele Sergi, ringraziandolo infinitamente per la sua disponibilità e gentilezza. Ci dispiace moltissimo e non possiamo che fargli i nostri migliori auguri per tutto!

(Nella foto Michele Sergi è l’ultimo da sinistra a destra)

Comments

comments

Condividi

LASCIA UN COMMENTO